Di Sanremo gli italiani conoscono una settimana all'anno, e non è quella che vale il viaggio. Il Festival occupa il Teatro Ariston, in via Matteotti, dove si tiene dal 1977; il resto dei trecentocinquantotto giorni la città è un'altra cosa, e quell'altra cosa è il motivo per cui una guida serve.
Sanremo è una città di villeggiatura russa e inglese di fine Ottocento con un centro medievale sopra e una ferrovia diventata pista ciclabile sotto. Le tre cose non c'entrano niente l'una con l'altra, e stanno tutte dentro quattro chilometri.
La città delle zarine
La passeggiata sul mare si chiama Corso Imperatrice e prende il nome dall'imperatrice russa Maria Alexandrovna, che di Sanremo si innamorò e le regalò le palme che ci sono ancora.
Poco più su, vicino al Casinò, cinque cupole colorate: è la chiesa di Cristo Salvatore, la chiesa russa, costruita per volontà dell'imperatrice madre Maria Feodorovna — la madre di Nicola II — e consacrata a Cristo Salvatore, a san Serafino di Sarov e a santa Caterina martire.
Il Casinò è del 1905: aprì il 14 gennaio, su progetto dell'architetto francese Eugène Ferret, ed è il più antico d'Italia ancora in attività, uno dei quattro in funzione nel Paese. Facciata Liberty bianca, lampadari in vetro di Murano. Anche chi non gioca ci passa davanti e capisce che città volessero fare.
E c'è Villa Nobel, dove Alfred Nobel passò gli ultimi anni e fece gli ultimi esperimenti: oggi è un museo, ed è la cosa che quasi nessuno sa di Sanremo.
La città medievale: la Pigna
Sopra la parte ottocentesca c'è la Pigna, il centro storico: vicoli e scalinate che salgono a spirale — da cui il nome — fino a un punto da cui si vede il mare, i tetti e l'entroterra fino al monte Bignone.
È la parte più bella e la meno curata, e va detto: la Pigna non è un centro storico restaurato per i turisti. Ci si cammina dentro sapendo che è un quartiere abitato, con tratti tirati a lucido e tratti no.
Il dettaglio di che cosa vedere sta in Sanremo oltre il Festival.
La ferrovia che è diventata una pista
Nel 2001 la ferrovia a binario unico che correva lungo la costa è stata smantellata e spostata nell'entroterra. Sul suo tracciato è nata la pista ciclabile del Parco Costiero "Riviera dei Fiori": 24 chilometri fra Ospedaletti e San Lorenzo al Mare, piani, senza traffico, sul mare. Dopo i lavori di collegamento della primavera 2023, fra Imperia e Ospedaletti si percorrono 28 chilometri.
È la cosa che più cambia una vacanza qui, e nelle guide di solito è una riga. Non è un percorso sportivo: è un corridoio pedonale e ciclabile che collega i paesi della costa, e si usa per andare al mare, a cena nel paese accanto, o a Bussana.
A chi conviene, e a chi no
Conviene a chi vuole una città vera con il mare, aperta tutto l'anno, con la Belle Époque addosso e la ciclabile davanti. Conviene a chi viaggia in bassa stagione: qui non c'è la stagione morta dei borghi.
Non conviene a chi cerca il borgo ligure da cartolina — quello è a Cervo o a Bussana Vecchia — né a chi immagina spiagge caraibiche: il litorale alterna sabbia e ciottoli.
Quando andare
- Primavera: la migliore. È la città dei fiori e in primavera si capisce perché.
- Giugno e settembre: mare buono, prezzi più bassi, nessuna coda.
- Luglio e agosto: pieni, come tutta la costa.
- Febbraio: c'è il Festival. Se non ci venite per quello, sappiate che alberghi e prezzi lo sentono tutti.
Quanto tempo serve
Un giorno per la Pigna, il Casinò e Corso Imperatrice. Due per aggiungere la ciclabile o una giornata di mare. Tre se volete anche Bussana Vecchia e Villa Nobel senza corse.
Le strutture a Sanremo sul portale si contattano direttamente.
Arrivare, e muoversi senza auto
Dal 2001 la stazione di Sanremo è interrata e in centro: si esce e si è già in città, senza il trasferimento che serve in molti comuni vicini. La linea è la Genova-Ventimiglia. Il vecchio tracciato in riva al mare è diventato la pista ciclabile del Parco Costiero, 24 chilometri fra Ospedaletti e San Lorenzo al Mare: non è solo una gita sportiva, è il modo più semplice di spostarsi lungo la costa, e non chiude d'inverno. Una cosa da mettere in conto: a febbraio c'è il Festival, e alberghi, treni e sosta lo sentono tutti, anche chi non viene per quello.
Domande frequenti
Cosa vedere a Sanremo oltre al Festival?
Il Casinò del 1905, la chiesa russa di Cristo Salvatore con le sue cinque cupole, Corso Imperatrice con le palme regalate dall'imperatrice Maria Alexandrovna, il centro storico della Pigna e Villa Nobel, dove Alfred Nobel passò gli ultimi anni.
Perché Sanremo si chiama la città dei fiori?
Per la floricoltura che ha fatto la sua economia e che dà il nome alla Riviera dei Fiori, la costa fra Imperia e il confine francese. In primavera è il periodo in cui la ragione del nome si vede meglio.
Quanto tempo serve per visitare Sanremo?
Un giorno per il centro — Pigna, Casinò, Corso Imperatrice. Due giorni per aggiungere la pista ciclabile o una giornata di mare, tre per arrivare anche a Bussana Vecchia e a Villa Nobel.
Che cos'è la Pigna di Sanremo?
Il centro storico medievale, fatto di vicoli e scalinate che salgono a spirale — da cui il nome — sopra la città ottocentesca. Dalla cima si vede il mare, i tetti e l'entroterra fino al monte Bignone. È un quartiere abitato, non un centro storico rifatto per i visitatori.
Sanremo è visitabile fuori stagione?
Sì, ed è uno dei suoi vantaggi: è una città che vive tutto l'anno e non si svuota come le località di mare. In febbraio però c'è il Festival, e alberghi e prezzi lo sentono.
