A Genova l'auto in centro non serve, e non è la solita frase da guida turistica: è che il centro non è fatto per contenerla. Ma la ragione per cui vale la pena leggere questa pagina è un'altra, ed è la cosa che spiazza tutti al primo viaggio.
Genova è verticale, e la mappa mente. Due punti che sul telefono sembrano a trecento metri possono essere separati da centocinquanta scalini, o da una scarpata con un ascensore pubblico in mezzo. Qui il trasporto pubblico non serve solo a coprire le distanze: serve a salire.
Gli impianti di risalita, cioè il pezzo che altrove non esiste
Sono la specialità della città e fanno parte del trasporto pubblico, gestiti da AMT come gli autobus. Non sono attrazioni turistiche con la biglietteria a parte: sono il modo in cui i genovesi tornano a casa.
| Impianto | Che cos'è |
|---|---|
| Funicolare Zecca-Righi | Da largo Zecca alle alture del Righi |
| Funicolare Sant'Anna | Collega il centro al quartiere di Sant'Anna |
| Cremagliera Principe-Granarolo | Fra le più antiche d'Italia, del 1901, ancora con la rotaia a dentiera |
| Ascensori pubblici | Dodici in tutto, per i quartieri di collina |
Il più noto è l'ascensore di Castelletto: un impianto Liberty del 1909 che da piazza Portello sale alla Spianata Castelletto, 57 metri di dislivello in 45 secondi. In cima c'è una delle viste migliori sui tetti della città, e ci si arriva senza fare un gradino.
Sui biglietti, la regola generale: i titoli della rete urbana valgono sulla funicolare Zecca-Righi e sulla cremagliera, mentre per gli ascensori e per la funicolare Sant'Anna esiste un biglietto dedicato. Esiste anche un titolo giornaliero che copre l'intera rete urbana, Navebus e ferrovia Genova-Casella compresi.
Le tariffe non le scriviamo, e in questo caso c'è un motivo in più del solito: sono cambiate di recente. Dopo un periodo in cui metropolitana e ascensori erano gratuiti per i residenti si è tornati a pagare, e più di un turista ci si è confuso. Controllate sul sito AMT prima di partire, è l'unica verifica che serve.
La metropolitana
Una linea sola, otto stazioni: Brin, Dinegro, Principe, Darsena, San Giorgio, Sarzano/Sant'Agostino, De Ferrari, Brignole.
Per chi visita, quelle che contano sono cinque:
- Principe — la stazione ferroviaria di ponente
- Darsena — il Galata Museo del Mare
- San Giorgio — il Porto Antico e l'Acquario
- De Ferrari — il centro, i Rolli, il teatro
- Brignole — l'altra stazione ferroviaria, e la porta per il levante
Con queste cinque fermate si copre praticamente tutto quello per cui si viene a Genova.
I treni urbani
Sono il modo di muoversi lungo la costa, e per il levante sono più veloci dell'autobus: da Principe e Brignole si raggiungono Sturla, Quarto, Quinto e Nervi, che è la gita fuori porta che si fa senza uscire dal comune.
Prima di salire, controllate che il titolo di viaggio sia quello giusto: la rete urbana AMT e il treno sono due cose diverse e non tutti i biglietti valgono su entrambi.
Il Navebus
È il collegamento via mare fra Pegli e il Porto Antico, meno di trenta minuti passando davanti a Sampierdarena, Cornigliano e Sestri Ponente. Nasce come servizio per i pendolari, ma è anche il modo più bello di vedere il fronte a mare della città, che da terra non si vede affatto.
In inverno le corse si riducono parecchio.
La ferrovia Genova-Casella
È la linea storica che sale verso l'entroterra, ed è una delle cose che di solito si consigliano per una mezza giornata diversa.
Al momento però il servizio è svolto interamente con autobus sostitutivi, per lavori sulla linea. Vale la pena verificare com'è la situazione prima di organizzare la giornata attorno al trenino: la salita in autobus è un'altra cosa.
A piedi, e perché serve saperlo prima
Il centro storico si visita a piedi ed è l'unico modo sensato: è il dedalo di carruggi più esteso d'Europa e le auto lì dentro semplicemente non entrano.
Ma vale l'avvertimento dell'inizio. Quando programmate uno spostamento a piedi fuori dal centro piatto, guardate il dislivello e non la distanza: a Genova la salita è la variabile che decide se una passeggiata è di dieci minuti o di quaranta.
Dove dormire per non usare l'auto
- Principe — comodo per il treno e per il porto
- Brignole — centro e levante
- Centro storico — tutto a piedi, ma senza posto auto e con accessi limitati
- Nervi — mare e treno, a venti minuti dal centro
- Collina — la vista, in cambio della dipendenza da funicolari e ascensori
Le strutture a Genova sul portale sono in centro, e si contattano direttamente.
Domande frequenti
Serve l'auto per visitare Genova?
No, e in centro è un ostacolo: il centro storico è il dedalo di carruggi più esteso d'Europa e le auto non ci entrano. Fra metropolitana, treni urbani, funicolari e ascensori si raggiunge tutto.
Quante fermate ha la metropolitana di Genova?
Otto, su una linea sola: Brin, Dinegro, Principe, Darsena, San Giorgio, Sarzano/Sant'Agostino, De Ferrari e Brignole. Per un visitatore quelle utili sono Principe, Darsena, San Giorgio, De Ferrari e Brignole.
Il biglietto della metro vale anche sugli ascensori?
Non automaticamente. I titoli della rete urbana valgono sulla funicolare Zecca-Righi e sulla cremagliera di Granarolo, mentre per gli ascensori e per la funicolare Sant'Anna esiste un biglietto dedicato. Le tariffe sono cambiate di recente: conviene verificarle sul sito AMT.
Come si arriva a Nervi da Genova centro?
In treno urbano da Principe o da Brignole: è più veloce dell'autobus e scende praticamente sulla passeggiata.
Il trenino di Genova-Casella funziona?
Al momento il servizio è svolto interamente con autobus sostitutivi per lavori sulla linea. Prima di organizzare la giornata attorno al treno storico, conviene verificare che sia tornato in funzione.
Quanto ci vuole dal Porto Antico a Pegli con il Navebus?
Meno di trenta minuti via mare, passando davanti a Sampierdarena, Cornigliano e Sestri Ponente. In inverno le corse si riducono.
