Guida editoriale · Genova

Centro storico di Genova e Palazzi dei Rolli: itinerario a piedi

I Rolli non sono palazzi belli: sono un meccanismo pubblico del 1576 per cui la Repubblica sorteggiava case private in cui alloggiare gli ospiti di Stato. Capirlo cambia la visita.

Redazione SoggiornaQui · pubblicato il 18 luglio 2026 · aggiornato il 31 agosto 2026

Via Garibaldi a Genova tra i Palazzi dei Rolli
Crediti foto

Foto: Superchilum / Wikimedia Commons — CC BY-SA 4.0. Modifiche SoggiornaQui: ridimensionamento e conversione WebP, EXIF rimossi.

Il centro storico di Genova è il dedalo di carruggi più esteso d'Europa, e non si capisce seguendo una strada sola: è un sistema di vicoli, piazze, chiese e palazzi costruito fra il porto e la collina. Un itinerario che funziona alterna gli assi principali alle deviazioni, e mette in conto di perdersi un po'.

Ma prima di camminare conviene sapere che cosa si sta guardando, perché la cosa più interessante di Genova non si vede: è un meccanismo.

Che cosa erano davvero i Rolli

Nel Cinquecento la Repubblica di Genova aveva un problema: era ricchissima e non aveva una reggia in cui alloggiare gli ospiti di Stato.

La soluzione, fissata da leggi del Senato nel 1576, è una delle invenzioni burocratiche più singolari dell'epoca. I palazzi privati delle famiglie nobili vennero classificati per valore e qualità e iscritti in elenchi ufficiali — i rolli. Quando arrivava una personalità in visita, un sorteggio stabiliva quale famiglia avesse l'onere e l'onore di ospitarla, per conto della Repubblica.

Non era ospitalità privata: era alloggio pubblico dentro case private, obbligatorio, deciso a sorte. La grandezza di quei palazzi non è vanità di famiglia, è concorrenza fra famiglie per comparire nella fascia più alta dell'elenco.

Nel 2006 l'UNESCO ha iscritto nel patrimonio dell'umanità "Genova, le Strade Nuove e il sistema dei Palazzi dei Rolli": non solo gli edifici, ma il sistema. I palazzi iscritti sono 42, su un sistema che ne contava 163 e su oltre cento ancora esistenti nel centro storico, costruiti fra fine Cinquecento e inizio Seicento.

Una cosa da sapere prima di organizzare il giro

I 42 Rolli non sono visitabili allo stesso modo. Alcuni sono musei con biglietto; altri sono sedi pubbliche, di banche o di uffici, in cui si accede solo al cortile; altri ancora sono abitazioni private che aprono soltanto durante le giornate straordinarie dedicate.

Prima di costruire un itinerario "dei Rolli" conviene quindi verificare palazzo per palazzo in quale dei tre casi rientra. È la differenza fra una giornata soddisfacente e un pomeriggio passato davanti a portoni chiusi.

L'itinerario a piedi

Da De Ferrari a San Lorenzo

Piazza De Ferrari è il punto di partenza naturale: c'è la metropolitana e c'è Palazzo Ducale, che ospita mostre ed eventi con un programma che cambia durante l'anno.

Da lì si arriva alla cattedrale di San Lorenzo, con la facciata a fasce bianche e nere e il campanile terminato nel 1522, alto una sessantina di metri.

Dentro c'è una cosa che non si dimentica. Durante il bombardamento del 9 febbraio 1941 una granata da 381 millimetri perforò il tetto della cattedrale, rimbalzò sul pavimento e non esplose. È ancora lì.

Nei carruggi

Da San Lorenzo si può scendere verso il porto o entrare nelle vie storiche. Non c'è un percorso giusto: i carruggi sono stretti, alti, in ombra, e la sensazione di non sapere dove si è fa parte della visita.

Vale la pena avere una mappa e un paio di riferimenti fissi — San Lorenzo, piazza Banchi, il porto — per ritrovarsi quando serve.

Piazza Banchi e il porto

Piazza Banchi e la zona di San Giorgio collegano il centro storico al Porto Antico. Da qui o si prosegue verso l'Acquario, o si risale verso via Garibaldi: sono due giornate diverse e conviene sceglierne una.

Via Garibaldi

È la Strada Nuova, e concentra i palazzi più rappresentativi del sistema. Palazzo Rosso, Palazzo Bianco e Palazzo Doria-Tursi formano i Musei di Strada Nuova.

A Palazzo Doria-Tursi è conservato il violino di Paganini detto il Cannone. Paganini era genovese, e fu anche uno dei prigionieri celebri della Torre Grimaldina, dentro Palazzo Ducale: due tappe di questo itinerario tenute insieme dalla stessa persona.

Chiudere a Castelletto

La fine giusta è salire alla Spianata Castelletto con l'ascensore pubblico, che è un impianto Liberty del 1909 e ci mette 45 secondi. Da lassù si vede la struttura della città — il porto, i tetti, la collina — e tutto quello che si è attraversato a piedi prende una forma.

Quanto dura

  • Mezza giornata senza entrare nei musei.
  • Un giorno intero con i Musei di Strada Nuova e una visita fatta con calma.

Salire senza fare le scale

Il centro storico è tutto in salita, ma gli ascensori pubblici fanno gran parte del lavoro. Dalla Galleria Garibaldi, fra piazza Portello e largo Zecca, l'ascensore di Castelletto Ponente porta alla Spianata tutti i giorni dalle 6.40 alle 24.00; quello di Castelletto Levante parte da piazza Portello e supera 57 metri di dislivello con lo stesso orario. Da via Balbi, a due passi dalla stazione di Principe, l'ascensore di Castello d'Albertis sale a corso Dogali: feriali dalle 7.10 alle 19.50, festivi dalle 7.15 alle 20.55. Vale il normale biglietto urbano — 1,20 € la corsa singola, 4,00 € il carnet da quattro — ed è la strada più semplice con un passeggino o con le valigie.

Orari e tariffe AMT, verificati il 31 agosto 2026.

Domande frequenti

Che cosa sono i Palazzi dei Rolli?

Erano dimore nobiliari iscritte in elenchi ufficiali — i rolli — istituiti da leggi del Senato genovese del 1576. Un sorteggio stabiliva quale famiglia dovesse alloggiare gli ospiti di Stato in visita alla Repubblica: un sistema di alloggio pubblico dentro case private.

Quanti Palazzi dei Rolli sono patrimonio UNESCO?

Quarantadue, iscritti nel 2006 come parte del sito "Genova, le Strade Nuove e il sistema dei Palazzi dei Rolli". Il sistema storico ne contava 163, e nel centro storico ne restano oltre cento.

Si possono visitare tutti i Rolli?

No, e non allo stesso modo: alcuni sono musei con biglietto, altri sedi di banche o uffici dove si vede solo il cortile, altri abitazioni private che aprono solo in occasioni dedicate. Conviene verificare palazzo per palazzo prima di organizzare il giro.

Cosa vedere nel centro storico di Genova in mezza giornata?

Piazza De Ferrari e Palazzo Ducale, la cattedrale di San Lorenzo, i carruggi verso piazza Banchi e via Garibaldi con i Musei di Strada Nuova. In chiusura, la salita a Castelletto con l'ascensore pubblico.

C'è davvero una bomba inesplosa nella cattedrale di Genova?

Sì: una granata da 381 millimetri che il 9 febbraio 1941 perforò il tetto di San Lorenzo, rimbalzò sul pavimento e non esplose. È conservata all'interno.

Ci si perde nel centro storico di Genova?

È il dedalo di carruggi più esteso d'Europa, quindi sì, capita — e fa parte dell'esperienza. Con una mappa e due o tre riferimenti fissi come San Lorenzo, piazza Banchi e il porto ci si ritrova senza difficoltà.