Quasi tutte le città liguri sono borghi medievali a cui il mare ha dato da vivere. La Spezia è il contrario: è una città che è stata decisa.
Nel 1860 Camillo Cavour e l'ingegnere militare Domenico Chiodo salirono sulla collina dei Cappuccini, guardarono il golfo e stabilirono che lì sarebbe sorto l'arsenale della Marina. I lavori cominciarono nel 1861 su progetto di Chiodo, e l'arsenale fu inaugurato nel 1869.
Poi guardate cosa è successo agli abitanti:
| anno | abitanti |
|---|---|
| 1861 | 15.300 |
| 1881 | 31.500 |
| 1901 | 60.000 |
| 1940 | 123.000 |
Otto volte in ottant'anni. Nessun'altra città ligure ha fatto niente del genere, e non è successo per il turismo: è successo perché lo Stato ha messo qui la sua principale base navale e sono arrivati gli operai. Il quartiere Umbertino, con le sue strade dritte e i palazzi tutti uguali, è stato costruito per alloggiarli.
Tenendo presente questo, La Spezia si legge tutta: la larghezza dei viali, la griglia regolare del centro, il fatto che il porto non sia un dettaglio pittoresco ma il motivo per cui esiste tutto il resto.
Il nome del golfo è più giovane della città
"Golfo dei Poeti" suona antico, e non lo è.
Lo ha inventato Sem Benelli il 30 agosto 1910, a San Terenzo. Non in una poesia: in un'orazione funebre, quella per lo scienziato Paolo Mantegazza, dove disse "Beato te, o Poeta della scienza, che riposi in pace nel Golfo dei Poeti". Benelli era un drammaturgo e in quei mesi stava scrivendo La cena delle beffe in una villa sul mare.
Byron e Shelley erano passati di lì ottant'anni prima — Shelley annegò in questo mare nel 1822 — ma il nome che li celebra è stato coniato da un terzo, in un cimitero, per un altro morto. È un dettaglio che cambia il modo di guardare le targhe turistiche.
Che cosa c'è da vedere, in ordine di distanza
Via del Prione è la spina dorsale: la strada pedonale che attraversa il centro storico e su cui si affacciano i musei e le piazze. Si percorre a piedi e non serve altro per orientarsi.
Al 234 di via del Prione c'è il Museo Amedeo Lia, aperto nel 1996 per accogliere la collezione che Amedeo Lia donò alla città. Sta dentro il convento dei Minimi di San Francesco di Paola, costruito dal 1616: un edificio del Seicento pieno di una raccolta privata del Novecento.
Sopra tutto, sul colle del Poggio, c'è il Castello San Giorgio, fortificazione di origine medievale del XIII secolo — cioè più vecchia di tutta la città moderna che gli sta sotto. Oggi ospita il Museo Archeologico.
E c'è il Museo Tecnico Navale, accanto all'arsenale, che è il posto dove la storia raccontata qui sopra si vede invece di leggerla.
La porta delle Cinque Terre, e cosa significa davvero
La Spezia è la stazione da cui si prendono i treni per le Cinque Terre, ed è il motivo per cui la maggior parte di chi ci arriva ci arriva.
Vale la pena dire la cosa scomoda: moltissimi la usano solo come parcheggio. Scendono, cambiano treno, e tornano la sera per dormire. È una scelta legittima, ma si perdono una città che ha due musei veri, un castello del Duecento e una storia industriale che non somiglia a nessun'altra sulla costa.
Il consiglio pratico: se avete due giorni, dedicatene mezzo alla città prima di correre nei borghi. Come arrivarci e dove lasciare l'auto sta in come arrivare a La Spezia.
Che cosa NON aspettarsi
Non è un borgo pittoresco. Chi arriva pensando a Vernazza o a Portovenere trova una città di novantamila abitanti con un porto commerciale e militare. Non è un difetto, è un'altra cosa.
Non è una località balneare. Le spiagge del golfo stanno negli altri comuni — Lerici, Portovenere, San Terenzo — e ci si arriva in battello o in autobus. In città il mare si guarda, non si fa.
Il centro è ottocentesco, non medievale. È regolare, largo, a griglia: costruito in fretta per gente che arrivava a lavorare.
Le due stazioni, e perché conta
La Spezia ha due fermate e non sono equivalenti: La Spezia Centrale è quella principale ed è il nodo da cui partono i regionali per le Cinque Terre; La Spezia Migliarina è secondaria e la servono solo alcuni treni. Controllate quale sta scritta sul biglietto prima di salire. In auto convergono due autostrade, la A12 lungo la costa e la A15 che scende da Parma: chi arriva dal nord passa quasi sempre dalla seconda. Per i borghi conviene comunque il treno, che evita in un colpo il problema della sosta nei cinque paesi.
Domande frequenti
Perché La Spezia è cresciuta così in fretta?
Per l'arsenale militare. Nel 1860 Cavour e Domenico Chiodo scelsero questo golfo come sede della principale base navale italiana; i lavori partirono nel 1861 e l'arsenale fu inaugurato nel 1869. La popolazione passò da 15.300 abitanti nel 1861 a 123.000 nel 1940.
Perché si chiama Golfo dei Poeti?
Il nome fu coniato il 30 agosto 1910 dal drammaturgo Sem Benelli, a San Terenzo, durante l'orazione funebre per lo scienziato Paolo Mantegazza. Non è un nome antico: Byron e Shelley erano passati di lì ottant'anni prima, ma non lo usarono mai.
Che cosa si visita a La Spezia?
Via del Prione, la strada pedonale del centro; il Museo Amedeo Lia, aperto nel 1996 in un convento del 1616; il Castello San Giorgio del XIII secolo sul colle del Poggio, che ospita il Museo Archeologico; e il Museo Tecnico Navale accanto all'arsenale.
La Spezia ha delle spiagge?
In città no. Le spiagge del golfo sono negli altri comuni — Lerici, San Terenzo, Portovenere — e si raggiungono in battello o in autobus.
Vale la pena fermarsi a La Spezia o si usa solo per le Cinque Terre?
La maggior parte dei visitatori la usa come base per i treni delle Cinque Terre. Se avete due giorni, mezza giornata in città rende: due musei veri, un castello del Duecento e una storia industriale che non somiglia a nessun'altra sulla costa.
