Una città cresciuta per accumulo sparpaglia le sue cose. La Spezia è stata progettata, e si vede: quasi tutto quello che vale sta lungo una sola strada pedonale, o poco più in alto.
Quella strada è via del Prione. Attraversa il centro storico da un capo all'altro, ci si affacciano i musei e le piazze, ed è l'unico orientamento che serve. Chi arriva in stazione e la imbocca ha già risolto il problema di come muoversi.
Il Museo Lia, al 234
Al civico 234 di via del Prione c'è la cosa migliore della città: il Museo Amedeo Lia.
Ha una doppia natura che vale la pena tenere a mente entrando. Il contenitore è il convento dei Minimi di San Francesco di Paola, costruito a partire dal 1616. Il contenuto è una collezione privata del Novecento: quella che l'imprenditore Amedeo Lia donò al Comune, e che è aperta al pubblico dal 1996.
Quindi non è un museo civico stratificato in secoli, né una casa-museo. È la raccolta di una persona sola, messa dentro un edificio di quattro secoli più vecchio. Le due cose non si somigliano, ed è esattamente il motivo per cui funziona.
Il castello, che è più vecchio della città
Sul colle del Poggio, sopra i tetti, c'è il Castello San Giorgio: fortificazione di origine medievale, XIII secolo.
Fermiamoci un attimo su questo. La città moderna sotto è nata dopo il 1861. Il castello è di seicento anni prima. È l'unica cosa a La Spezia più antica di La Spezia — un pezzo di borgo medievale rimasto in cima mentre sotto ne cresceva una città industriale.
Oggi ospita il Museo Archeologico, e qui la coincidenza si chiude: i reperti vengono dalle necropoli scavate nella regione, cioè dalla gente che abitava questo golfo molto prima che qualcuno decidesse di costruirci una città. Il pezzo più antico della Spezia custodisce le cose più antiche del golfo.
La salita si ripaga comunque anche solo con la vista.
Il Museo Tecnico Navale, dove la storia si vede
Accanto all'arsenale c'è il Museo Tecnico Navale. È il posto in cui la ragione per cui questa città esiste smette di essere un racconto e diventa una cosa da guardare: modelli, strumenti, pezzi di navi.
Se avete letto perché La Spezia è passata da quindicimila abitanti a centoventitremila — sta in La Spezia: la guida completa — questo è il museo che ve lo mostra.
Il quartiere Umbertino, che non è un monumento
Non ha un biglietto e non sta negli elenchi, ma vale una passeggiata: l'Umbertino è il quartiere costruito per alloggiare gli operai che arrivavano a lavorare all'arsenale.
Strade dritte, isolati regolari, palazzi tutti della stessa altezza. Non è pittoresco e non vuole esserlo: è edilizia rapida per una popolazione che raddoppiava. Camminarci dentro dopo aver visto il castello del Duecento dà la misura di che cosa sia successo qui in ottant'anni.
Che cosa NON aspettarsi
Non c'è un centro storico medievale da cartolina. Quello che a Vernazza o a Portovenere è la ragione del viaggio, qui non esiste: il centro è ottocentesco, regolare e largo.
L'arsenale non si visita liberamente. È una base militare in funzione. Quello che se ne può vedere è il museo che gli sta accanto.
Non è una giornata piena. Con calma, via del Prione, il Museo Lia e il castello si fanno in mezza giornata. È il tempo giusto da ritagliare prima di prendere il treno per le Cinque Terre, e come arrivarci sta in come arrivare a La Spezia.
Domande frequenti
Che cosa si vede a La Spezia in mezza giornata?
Via del Prione, la strada pedonale del centro; il Museo Amedeo Lia al numero 234; e il Castello San Giorgio sul colle del Poggio. Se avanza tempo, il Museo Tecnico Navale accanto all'arsenale.
Che cos'è il Museo Amedeo Lia?
La collezione privata che Amedeo Lia donò alla città, aperta al pubblico dal 1996. Sta in via del Prione 234, dentro il convento dei Minimi di San Francesco di Paola costruito a partire dal 1616.
Quanto è antico il Castello San Giorgio?
È di origine medievale, del XIII secolo: seicento anni più vecchio della città moderna che gli sta sotto, nata dopo il 1861. Ospita il Museo Archeologico.
Si può visitare l'arsenale militare della Spezia?
No, è una base militare in funzione. Quello che se ne può vedere è il Museo Tecnico Navale, che gli sta accanto.
Vale la pena vedere il quartiere Umbertino?
Non è un monumento e non ha un biglietto, ma sì: è il quartiere costruito per gli operai dell'arsenale, con strade dritte e isolati regolari. Dà la misura di quanto in fretta è cresciuta la città.
