Con i bambini le guide elencano attrazioni. A Bordighera serve invece sapere una cosa sola, e cambia l'intera giornata: la città è su due piani.
Sotto c'è la città bassa, piatta e in gran parte pedonale. Sopra c'è il borgo medievale, e ci si arriva in salita. Non è una scalata, ma è una salita vera, e con un passeggino carico si sente. Non esiste una scorciatoia in piano: chi la cerca perde tempo.
Da qui in avanti tutto si organizza attorno a quel dislivello.
Il pezzo facile: due chilometri senza un gradino
Il Lungomare Argentina è la passeggiata pedonale più lunga della Riviera di Ponente: due chilometri senza traffico e senza dislivello.
Con i figli questo è il vero patrimonio della città. Si va avanti e indietro con il passeggino, i più grandi corrono o vanno in bici, e non c'è una sola strada da attraversare di corsa. Su questa costa, dove quasi ovunque il lungomare è una strada con le auto, è una differenza che si sente a fine giornata.
Porta il nome dell'Argentina perché fu Eva Perón a inaugurarlo nel 1947, ed è il tipo di dettaglio che ai ragazzi piace sapere proprio perché è inatteso.
Il giardino dei cactus, che sta su un vulcano
Se c'è una cosa da scegliere, è questa: il Giardino Esotico Pallanca.
Tremila varietà di piante grasse e cactus su un ettaro di roccia a picco sul mare, raccolte da quattro generazioni della stessa famiglia. E la roccia non è una roccia qualunque: il giardino sta sulle pendici del Monte Nero, un antico vulcano.
Ai bambini si dice così, e funziona: un vulcano spento coperto di cactus, sopra il mare. Ingresso a pagamento.
Le torri, le porte e una storia che si racconta bene
Salire al borgo è più facile se c'è un motivo. Ce ne sono due, e sono tutti e due storie vere.
La prima: il borgo è stato fondato in un giorno preciso, il 2 settembre 1470, da trentadue famiglie che si misero d'accordo in una chiesa. Non è cresciuto: è stato deciso.
La seconda è la migliore. Nel 1586, a Roma, si stava innalzando un obelisco alto venticinque metri in piazza San Pietro, e il papa aveva ordinato il silenzio assoluto pena la morte. Quando le corde cominciarono a cedere, un marinaio di qui, Benedetto Bresca, gridò lo stesso di bagnarle. Aveva ragione, e invece di essere giustiziato ottenne per il suo paese il diritto di mandare ogni anno le palme al Vaticano.
Con i ragazzi più grandi c'è un seguito che funziona ancora meglio: anche Sanremo dice che quel marinaio era suo, e le due città litigano ancora adesso, ogni anno, quando le palme partono per Roma. Nessuno ha mai vinto la discussione.
Un uomo che rischia la testa per gridare la cosa giusta è un racconto che tiene banco fino in cima alla salita. Il resto sta in Bordighera Alta: il borgo e le palme.
Il mare: mettere in valigia le scarpette
Qui va detto chiaro perché è la fonte tipica della giornata rovinata: le spiagge sono di ciottoli, non di sabbia.
Con i bambini significa due cose. Le scarpette da scoglio servono davvero, e vanno portate da casa. E niente castelli di sabbia: chi ha un figlio che passa le ore a scavare deve saperlo prima.
In compenso gli stabilimenti del lungomare hanno piscina, giochi e piattaforme galleggianti con trampolini — attrezzature che esistono proprio perché la spiaggia da sola qui non basta. E l'acqua, sui ciottoli, resta limpida anche quando il mare si muove: con una maschera i più grandi si divertono più che sulla sabbia.
Il dettaglio su libere, stabilimenti e scogli sta in spiagge di Bordighera.
Come si incastra la giornata
L'ordine conta più del contenuto, e qui è dettato dal sole e dalla salita.
- Mattina presto: la salita al borgo, quando è ancora in ombra e le gambe sono fresche.
- Ore centrali: il giardino dei cactus, oppure un museo al coperto.
- Pomeriggio: giù al Lungomare Argentina e in spiaggia, fino a sera.
Farlo al contrario significa affrontare la salita nell'ora peggiore, con dei bambini stanchi. È l'errore che rende la giornata più lunga di quanto sia.
I trasporti — la stazione è in città e l'aeroporto più vicino è Nizza — stanno in come arrivare a Bordighera.
Che cosa NON c'è
Vale la pena dirlo prima:
- Non c'è un acquario, né un parco divertimenti. Nessuna attrazione costruita per i bambini.
- Il borgo alto non è passeggino-friendly: salita, poi carruggi e gradini.
- Non c'è la sabbia. È la cosa che spiazza chi arriva da Alassio o da Albenga.
Quello che c'è, e che funziona, è una passeggiata lunga due chilometri senza auto, un giardino di cactus su un vulcano e una storia con dentro un uomo che rischia la testa. Non è poco, ma è diverso da quello che promettono i manifesti.
Domande frequenti
Bordighera è adatta ai bambini?
Sì, con un'avvertenza: la città è su due piani. La parte bassa e i due chilometri del Lungomare Argentina sono piatti e pedonali, ideali con il passeggino; il borgo medievale sta sopra e ci si arriva in salita.
Si gira Bordighera con il passeggino?
Sul lungomare sì, benissimo: due chilometri senza dislivello e senza traffico. Nel borgo alto no: c'è la salita, poi carruggi e gradini.
Che cosa si può fare a Bordighera con i bambini quando c'è troppo sole?
Il Giardino Esotico Pallanca, con tremila varietà di cactus su un antico vulcano, e i musei del centro. Il giardino è all'aperto ma in pendenza sul mare; i musei sono al coperto.
Le spiagge di Bordighera vanno bene per i bambini?
Sono di ciottoli, non di sabbia: servono le scarpette da scoglio e non si fanno castelli. In compenso gli stabilimenti hanno piscina, giochi e piattaforme con trampolini, e l'acqua resta più limpida che sulla sabbia.
C'è un acquario o un parco divertimenti a Bordighera?
No. Non ci sono attrazioni costruite per bambini: quello che funziona è il lungomare pedonale, il giardino dei cactus e le storie del borgo.
